I Propositi

Esercizio per fine anno o per i momenti di passaggio

 

La fine dell’anno solare è un buon pretesto per guardarsi indietro, fare una retrospettiva e assaporare quanto trascorso. Domandiamoci inoltre se la direzione che ha la nostra vita rispecchia ciò che sentiamo o viviamo nella costrizione.

Per sentire la gioia di esserci è indispensabile mantenere limpido lo specchio della nostra interiorità e in quest’ottica una retrospettiva è sempre preziosa, ci aiuta a cogliere cosa è superfluo e ad andare all’essenziale.

Fare dei propositi e portarli a termine rafforza invece  volontà e magnetismo, dà forza alla nostra intenzione e parola. A questo riguardo sii sensato nei tuoi propositi, stai in ascolto, alza l’asticella ma non darti propositi che sai essere irrealizzabili, altrimenti diverrà solo un modo per sentirti frustrato o svilire la tua capacità di prendere un impegno.

ps..Questo esercizio è stato scritto a fine dicembre, ma può essere valido e riadattato in qualsiasi momento tu voglia sancire un passaggio. 

 

Esercizio di retrospettiva e prospettiva

Durata: minimo un’ora di tempo in solitudine, devi poterti concedere il tempo che servirà.
Ti servono solamente carta e penna, o puoi farlo direttamente sul tuo diario.
R= retrospettiva P=prospettiva

Utilizziamo la struttura sacra de “ Le Monde” XXI Arcano dei Tarocchi, qui raffigurata con un’immagine artistica.

 

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L’angelo in alto a sinistra simboleggia le emozioni e la capacità di sentire, la sensazione di fluire o ristagnare. Quando mi trovo che mi mettono alla prova affondo nella burrasca emotiva o cammino sulle acque, ovvero come ho gestito quest’anno le mie emozioni?  L’acqua è anche il simbolo della verità, non solo della verità assoluta, ma anche di ciò che per noi è vitale, di ciò che sentiamo vero e giusto ADESSO e non di un ideale di verità estraneo al nostro sentire.

R. Sono stato sincero con me stesso/gli altri? Cosa ristagna nella mia vita? Quando ho accolto gli eventi e le sensazioni? Dove mi sono sentito invece sopraffatto o rifiutante?

P. Cosa va chiarito a me stesso/a o ad altri? Quali sospesi devo sciogliere? Come posso diventare più accogliente partendo dal rispetto per ciò che sento, la Verità che c’è in me ora?

 

 

Il Bue parla del regno della forma, del mondo visibile e manifesto. Qui è rappresentato tutto ciò che riguarda il corpo, il denaro, la casa, la gestione della materia e della corporeità, i bisogni fisiologici, in particolare il nutrimento.  È nel mondo dei sensi che i confini appaiono, è nel mondo della forma che impariamo il senso del limite e delle proporzioni: in questo archetipo contatto i bisogni individuali ed i confini. 

R. Come ho vissuto i miei “bisogni” e le necessità materiali? Che posto hanno avuto il denaro ed i desideri materiali? Rispetto e faccio rispettare i confini? Mi sono sentito nutrito dalla vita?

P. Quali obbiettivi materiali voglio raggiungere e su che necessità si basano? Quali sono le attenzioni che voglio dedicare alla sacra cura del mio corpo?

 

 

 

Il leone esprime l’unicità, il nostro modo peculiare di essere e fare, quello ci distingue dagli altri e il modo di esprimersi e la creatività. Qui si esprime anche il desiderio di trasformare, espandere e costruire: devo però saper focalizzare la mia energia, così come esser disposto a sacrificare qualcosa, come un fuoco sacrifica legna per ardere. Non essere in grado di scegliere significa essere poco in contatto con ciò che mi entusiasma davvero e con il piacere, non riuscendo a darsi priorità basate sul naturale desiderio di giocare ( ovviamente con i dovuti accorgimenti pratici).

R. Come ho vissuto il mio lavoro? Cosa mi ha dato soddisfazione e piacere dove invece ho sentito costrizione o alienazione? Come ho vissuto la sessualità?

P. Che cosa devo permettere a me stesso/a per vivere a testa alta?  Cosa voglio realizzare e perché mi appassiona? Quali passioni voglio coltivare? In che area della mia vita voglio osare di più e da quale gesto simbolico posso cominciare?

 

 

L’aquila rappresenta il pensiero e la mente: ciò che crediamo intimamente possibile rappresenta il nostro limite interiore. Siamo tutti preda del brusio mentale, di parole e idee ripetitive che affollano la nostra mente senza riuscire a silenziarla a comando: una tragica situazione dove il servitore si comporta da despota. Esiste però un pensare originale, vivo: sorge in noi dal silenzio e non più dalla reattività; allora solitudine e attesa non sono negazioni della vita, ma necessità autentiche per onorare il vuoto in cui appaiono le intuizioni.

R. Com’è stato il mio modo di comunicare? A quali idee e/o “idoli” ho dedicato buona parte delle mie energie? Ciò è in armonia con i miei valori più alti? Che rapporto ho con solitudine e silenzio?

P. Quali sono i valori e gli ideali su cui voglio fondare la mia esistenza? Quali azioni posso intraprendere per espandere il “senso di ciò che è possibile” ?     

Queste ultime due sono domande che richiedono “spazio”, non è indispensabile che tu risponda immediatamente, puoi anche farti una passeggiata o prenderti del tempo.

 

 

La donna al centro dell’Arcano rappresenta l’essenza immortale.
Ella non ha propositi, è completa in sé stessa, è coronamento e celebrazione.

Tutto ciò che diverrai già lo sei in potenza, altrimenti non potresti diventarlo! sei come un seme che contiene già tutto ciò che lo porterà ad essere un albero maestoso.

R. Quando ho celebrato la vita quest’anno? Quando l’ho vissuta particolarmente come una prigione e mi sono sentito preda dei “ doveri” e/o della reattività fondata su condizionamenti e schemi passati?

P. Celebrare è una postura dell’essere, la vita è sempre giusta. Scrivi un augurio dall’Essenza di chi sei alla personalità: Ricordale che esiste cambiamento solo dall’amore per ciò che c’è. Per farlo adotta una postura nobile e regale e sintonizzati su qualcosa che viene prima di qualsiasi nome e parola.

Buon paradosso.

 

Buon esercizio e buon passaggio.

Che sia una celebrazione e non un proforma.

Paolo