La Discesa
Svelare le ombre
Ci sarà un motivo se ogni mito che si rispetti che parla di trasformazione racconta di una Katabasi!
La katabasi è la discesa nel mondo infero, il mondo delle ombre, con le sue sfide e i tesori nascosti. Il viaggio inizia con l’abbandono da parte del protagonista della sicurezza del conosciuto ( volente o nolente!) per affrontare le prove che gli permetteranno di diventare finalmente chi è.
Attenzione.. non “ le prove che gli permetteranno di fare finalmente ciò che vuole oltre i limiti precedenti”, ma di “ diventare chi è”.
Basta con questa scemenza del ” puoi essere ciò che vuoi”! è un inganno della modernità che illude di poter trovare le soluzioni al disagio che si prova attraverso un desiderio compulsivo che ci spinge fuori di noi, che ci esorta a cercare compimento e soddisfazione nelle ” cose del mondo”: una posizione lavorativa, certi oggetti che ci danno status, una bella casa, insomma, qualsiasi cosa noi identifichiamo come “ qualcosa che possa portarmi la soddisfazione, essere arrivato”.
“Puoi essere ciò che vuoi” è un demone che fa breccia dentro di noi quando soffriamo tanto da non trovare il coraggio di guardare alla nostra situazione esistenziale, eppure siamo così invischiati in essa che vorremmo distaccarcene! Non trovando il distacco VERO, cioè vivere dalla presenza ciò che provo, attuo un distacco finto: quello della distrazione.
La verità è che non hai scelta . Nessuno di noi ce l’ha. L’unico bivio è tra vivere cercandoti ” là fuori ” oppure arrenderti al fatto che non hai scelta se non quella di amare chi sei, diventare chi sei.
Per questo attraversamento una katabasi è necessaria: Ogni eroe/eroina deve abbandonare il conosciuto e scendere nelle ombre, nell’inesplorato, per giungere ad un nuovo potere. In tutto questo la perdita, così come il trionfo, sono eventi rivelatori: portano alla luce chi siamo. Solo la quiete mondana ci lascia dormienti senza speranza.
A volte l’insoddisfazione esistenziale o male di vivere è una sensazione così profonda da non esser più una singola situazione ad essere insostenibile, ma la vita intera; altre volte veniamo sbalzati via dalle certezze da un lutto, dalla fine di una relazione o di un rapporto lavorativo, da problemi di salute o conflitti con i nostri cari.
Quindi non importa tanto che tu lo abbia scelto razionalmente o meno, se ti trovi in un processo di trasformazione, se le cose hanno cominciato ad andare storte e la normalità ti sta ormai stretta come una camicia di forza, è chiaro che il viaggio nelle ombre è iniziato.
Quando le situazioni che hanno sempre funzionato nella nostra vita smettono di funzionare crediamo che si debba semplicemente aggiustare il tiro, magari fare un piccolo cambiamento, svagarsi un po’, fare vacanza o distrarsi un po’ in qualche modo.
La verità è spesso un’altra: in quelle situazioni la vita ci sta privando di qualcosa che per noi in quel momento è divenuto superfluo o addirittura dannoso. Sono i modi della vita per dirci…. Basta cazzate. Smettila di rimanere in un lavoro che non ami, smettila di stare in una relazione per paura della solitudine, smettila di vivere in quei compromessi che ti fanno appassire dentro. E invece spesso me la prendo con lo strumento che la privazione usa per arrivare a me! Magari me la prendo con il capo perché mi ha licenziato o perché non mi rispetta come credo dovrebbe fare, senza soffermarmi invece sul fatto che lui mi sta trattando ESATTAMENTE come io sto trattando me stesso/a: non mi ascolto, non rispetto la parte profonda di chi sono che vorrebbe lavorare per amore e mi riduco ancora a lavorare per elemosinare denaro, anche se non ho stima del capo e di quel lavoro. Oppure elemosino affetto in una relazione etc etc. Gli esempi sono infiniti… ma seguono tutti lo stesso schema.
Quando la falce saturnina si abbatte e porta contrazione…non disperare. Quella fase è INDISPENSABILE per caricare le energie verso una nuova espansione. Questi eventi che ci lasciano spogli ci riconducono all’essenziale che avevamo smarrito, sono delle purghe si, ma sono sacre e non una “sfiga” o una punizione.
Se non ti permetti di morire, di perdere il controllo, di avere fede nell’imprevisto e scoprire che sfide ha per te la vita….. rimarrai sempre in un vacuo piattume.
E se stai vivendo una di queste fasi di contrazione… io ho profondo rispetto per questi momenti, non ti sto dicendo di fare come se nulla fosse o di credere che sia una benedizione anche se adesso vedi solo nero. Non credere nulla, solo prendi in considerazione l’ipotesi che nella ferita aperta che vivi ci possa essere una prova, una rivelazione. Non ti attaccare al dramma, ma vivilo appieno, senza finzioni pseudo spirituali.
“Agonizzanti in un letto, fra molti anni da adesso, siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi per avere l’occasione, solo un altra occasione, di tornare qui, sul campo ad urlare ai nostri nemici che possono toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai la libertà.”
Così, se ti sembra che non funzioni più nulla, che non ci siano più soluzioni là fuori che possano stemperare la tensione… Bene. Non hai scelta. Ora che non hai scelta puoi finalmente sceglierti, una sincerità che ti porta oltre il tempo può sorgere adesso.
L’eroe/eroina ora non può più rifiutare la chiamata, è tempo di visitare l’inesplorato con le sue sfide e scoprire i tesori celati negli abissi.
“Agonizzanti in un letto, fra molti anni da adesso, siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi per avere l’occasione, solo un altra occasione, di tornare qui, sul campo ad urlare ai nostri nemici che possono toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai la libertà.” William Wallace, Braveheart
